sabato 12 novembre 2016

Antonio (Nino) Zorzi, 1914-1945

Nino (Antonio) Zorzi, partigiano torturato a morte
dalle brigate nere di Treviso.
(Collezione prof. Domenico Rossi, TV, g. c.)
Zorzi Antonio di Emilio, Treviso, classe 1914
Tenente di Fanteria
Partigiano Combattente - Brg. Treviso
Caduto il 22 aprile 1945, a Treviso
Moriva per collasso cardiaco in conseguenza delle sevizie subite dalle bb.nn. durante la detenzione al collegio Pio X
Laureato                (Elio Fregonese, 1997








Atto di morte, Stato civile del comune di Treviso

Atto di morte del partigiano dr. Antonio Zorzi, Stato civile comune di Treviso.

Trascrizione


«L'anno millenovecentoquarantacinque XXIII EF addì venticinque del mese di Aprile alle ore nove e minuti trenta nella Casa Comunale.
Avanti di me Giuseppe Bortolatto Segretario, Ufficiale dello stato civile del Comune di Treviso, delegato, è comparso Don Domenico De Lucchi di Ferdinando di anni trentaquattro, cappellano militare residente in Treviso ... il quale alla presenza dei testimoni Barbaranx Umberto di fu Federico di anni cinquantaquattro, pittore residente in Treviso e Favretti Giacomo di Augusto di anni quarantuno impiegato residente in Treviso mi ha dichiarato quanto segue:
Il giorno ventidue del mese di Aprile dell'anno millenovecentoquarantacinque XXIII EF alle ore dodici e minuti ... nella casa posta in Borgo Cavour Collegio Pio X è morto Zorzi Dr Antonio dell'età di anni trentuno di razza ariana residente in Treviso, Ufficiale E. che era nato in Treviso da Emilio negoziante residente in Treviso e da fu Piaz Adele ch.ta Antonietta già residente in Treviso, e che era coniugato con Perissinotto Rina.
Letto il presente atto agli intervenuti lo hanno questi con me sottoscritto
Ten. Capp. Domenico De Lucchi - Barbaranx Umberto [...] ».



Antonio (Nino) Zorzi, partigiano torturato a morte dalle brigate nere di Treviso.
Commemorazione nella chiesa di San Francesco il 5.5.1946. (Gazzettino di Treviso)


Ulteriori informazioni tratte dal foglio matricolare

Zorzi Antonio, classe di leva 1914, matricola 53386, Distretto di Treviso (28)
Figlio di Emilio e Piaz Adele, nato l’8 marzo 1914 a Treviso.
13 novembre 1934  Visita di leva: statura m. 1,69 - torace m. 0,81.
Professione: studente - «Ha dichiarato di aver conseguito l’abilitazione tecnica - ragioneria presso l’Istituto Tecnico di Treviso / Ha l’obbligo di frequentare i corsi allievi ufficiali di complemento».
Residente a Treviso in via Municipio 29.
1 aprile 1935 Ammesso a ritardare in tempo di pace la presentazione alle armi quale studente.
15 aprile 1936 Idem.
15 aprile 1937 Idem.
1 febbraio 1938 «Ammesso alla continuazione del ritardo del servizio per ragioni di studio, quale iscritto al 4° anno della Facoltà di Economia e Commercio».
29 maggio 1939 «Ammesso alla continuazione del ritardo del servizio per ragioni di studio … ».
28 agosto 1939 «Ammesso quale aspirante allievo Ufficiale di Complemento ai corsi allievi ufficiali del 1° Centro Automobilistico (Torino)».
1 dicembre 1939  «Nominato Allievo Ufficiale di Complemento a norma del N° 2  della “Norma generale e programmi d’insegnamento Corsi Allievi Ufficiali di Complemento” Edizione 1937».
29 febbraio 1940 Inviato in licenza straordinaria in attesa di nomina.
1 aprile 1940  «Aspirante Ufficiale di Complemento, corpo Automobilistico Militare, nel 11° Centro automobilistico, per il servizio di 1a nomina R.D.».
Parificato a Treviso il 29 aprile 1940.

NdC Nessun'altra indicazione relativa al successivo periodo bellico pre e post 8 settembre 1943.

La scheda di Antonio Nino Zorzi nell'elenco dei caduti partigiani repubblicani


Antonio (Nino) Zorzi partigiano di Treviso torturato e ucciso dalle brigate nere. 
(Aistresco, b. 45, Carte Fusari Pietro; Diario storico 32a Formazione Mazzini repubblicana).

Trascrizione

Zorzi Nino di Emilio e fu Antonietta Piaz nato a Treviso il  1914 …
- indirizzo della famiglia: via S. Francesco
«catturato da brigate nere [21/4] dopo tortura durata 12 ore e condotta con metodi di particolare efferatezza e criminalità muore in carcere tra atroci sofferenze il [22/4/1945]».

Il ricordo del partigiano Zorzi a un anno dalla sua uccisione (Gazzettino)


Il partigiano di Treviso Antonio (Nino) Zorzi ucciso dalla brigate nere
è ricordato dal quotidiano locale il 5 maggio 1946.

Il silenzio eroico
di un martire della libertà

«Il 22 aprile si è compiuto l’anno dalla morte di Antonio Zorzi fu Emilio, nato a Treviso l’8 marzo 1914, ragioniere diplomato dall’Istituto Tecnico Superiore “J. Riccati” di Treviso e studente fuori corso a Ca’ Foscari di Scienze Economiche.
Egli partecipò alla cospirazione prestando servizio quale capo nucleo del Gruppo Montezemolo della Brigata Treviso* pur essendo in servizio quale tenente nell’Ispettorato Militare del Lavoro in S. Bona di Treviso. Riuscì a far entrare nel battaglione stesso, nell’autunno 1944, numerosi partigiani scesi dalla montagna in seguito ai rastrellamenti. Arrestato in seguito a denuncia il 21 aprile 1945 dalla brigata nera Cavallin, e tradotto nell’accantonamento del Collegio Pio X, sopportò undici ore di sevizie senza svelare nulla che potesse compromettere l'organizzazione.
Risulta da una relazione del partigiano Gagliazzo [Galiazzo] Angelo di S. Bona, arrestato nello stesso giorno, che Antonio Zorzi, appena portato nelle prigioni del Collegio Pio X, venne spogliato a forza e legato con le braccia aperte a due  stanghe di ferro e percosso poi per quattro ore consecutive con un nerbo di bue al torace e con pugni sul viso e calci ai fianchi. Verso le ore 21 dopo questa bestiale bastonatura lo rinchiusero assieme ad altri in una cella sotterranea, e poco dopo fu trasportato in una cella attigua e buttato a terra con disprezzo. Per tutta la notte furono sentiti i lamenti dell’eroico Zorzi agonizzante.
Al mattino successivo alle ore 7 Padre Martini cappellano delle brigate nere, gli somministrò i conforti religiosi e quindi il Gagliazzo e il partigiano detenuto Boin lo portarono all’infermeria ove poco dopo spirava.
Avendo il medico delle brigate nere dr. Borin [Giuseppe Burin, medico anche della Platzkommandantur di Treviso] redatto un certificato di morte, avvenuta per sincope, il cappellano Padre Martini si rifiutò di firmarlo. Alla moglie del povero Zorzi che, ignara della fine, si presentò il lunedì 23 aprile al federale Galante per avere informazioni, egli rispose: “Vostro marito è morto per sincope, e se non fosse morto per sincope, le accuse erano tanto gravi che sarebbe stato fucilato”.
Avendo il Galante soggiunto che lo Zorzi era ormai in Cimitero, la signora si recò subito nella cella mortuaria di S. Lazzaro, e poté vedere la salma che, presentava gli avambracci e le mani gonfie e livide; una ferita alla fronte e lividure alle palpebre, orecchie e naso.
L’eroico silenzio del rag. Antonio Zorzi risparmiò la vita a una trentina di altri giovani cospiratori e partigiani che erano stato  arrestati in quei giorni dalla stessa brigata nera Cavallin e tradotti pur essi nel Collegio Pio X.
Alla memoria del rag. Antonio Zorzi inviamo l’omaggio del ricordo ammirato».

*  Il "Gruppo Montezemolo" del Servizio Informazioni militari del Comando CLN Alta Italia aveva come responsabile per Treviso - dal dicembre 1944 alla liberazione - il tenente Galliano Boccaletto (medaglia d'argento al V.M.), che in precedenza - dal giugno al novembre 1944 - aveva diretto il Servizio Informazioni e i collegamenti del Comando Provinciale trevigiano del CLN. Nella relazione finale di Boccaletto al Comando Militare Regionale Veneto del Corpo Volontari della Libertà (datata 15 maggio 1945 e conservata nella Biblioteca Digitale Lombarda) Nino Zorzi è ricordato come un ufficiale addetto alla falsificazione dei documenti che «ha potuto fornire del tesserino bilingue dell’Ispettorato Militare del Lavoro … N° 136 aderenti al C.L.N.».

NdC Malgrado tante benemerenze e l'eroico comportamento finale ad Antonio Zorzi non è stata conferita nessuna onorificenza.




Per una ricostruzione dettagliata della morte del tenente Antonio Zorzi, arrestato al mattino di sabato 21 aprile 1945 in Villa Reginato di Santa Bona, sede del comando del 2° Battaglione Lavoratori, e morto per torture verso le 12 di domenica 22 aprile 1945, a una settimana dalla liberazione di Treviso, cfr. Federico Maistrello, XX Brigata Nera… , pp. 183-186.


Ulteriori notizie sulla figura di Nino Zorzi, "i cui genitori gestivano un negozio di mercerie in Piazza San Vito" vengono riportate in un articolo di Antonio Frigo sulla Tribuna di Treviso del 25 aprile 2004. Vi si apprende fra l'altro che Zorzi era un valido fotografo, allievo di Aldo Nascimben e in contatto con l'élite culturale cittadina di quegli anni.



Una foto di Antonio (Nino) Zorzi - che morirà da partigiano il 22 aprile 1945,
torturato a morte dalle brigate nere di Treviso nel collegio Pio X - 
con le cupole del duomo di Treviso
sovrastate da una "densa nuvolaglia presaga di cattivo tempo" viene pubblicata nel  Gazzettino 
dalla Federazione Fascista Repubblicana a un mese dall'armistizio dell'8 Settembre.
La foto è posizionata a fianco di un trafiletto dal titolo 
"Le bandiere a mezz'asta / nel trigesimo del nefasto / armistizio badogliano"
di cui si trascrive il testo: «Ricorrendo oggi il trigesimo del nefasto armistizio
capitolazione badogliano, ordino che siano esposte in tutta la provincia le bandiere a mezz'asta
e che le saracinesche dei pubblici esercizi siano abbassate con la scritta
"8 settembre - 8 ottobre lutto nazionale" - Il Commissario Federale Alberto Graziani ».


Antonio (Nino) Zorzi era sposato con Rina Perissinotto che continuò a gestire il negozio di famiglia, all'angolo fra via Municipio e via San Vito, fino alla vecchiaia. La coppia aveva un figlio, Giorgio, che, dopo aver seguito un corso di laurea in materie scientifiche, senza laurearsi, lavorò in bottega con la mamma fino al suo ritiro. Giorgio Zorzi è morto "all'inizio del 2016", senza eredi. (Informazione di Maria Pavan, file 17021702).



Antonio (Nino) Zorzi, partigiano morto in seguito a tortura subita nel collegio Pio X 
da parte delle brigate nere di Treviso.
Il suo ricordo nel mausoleo dei partigiani, cimitero maggiore di San Lazzaro - Treviso.


 Chi avesse informazioni e/o materiale iconografico sul partigiano Antonio (Nino) Zorzi 
è pregato di contattarmi



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